Località: Milano
Anno di acquisizione: 2020
Stato del progetto: venduto
Stato dei lavori: concluso
Crediti: Progetto. 02 Arch; Ph. Mattia Aquila
"Romantico e retrò, l’edificio a ballatoio cambia volto, si rinnova, ma non perde il suo fascino."
"ELLE Building" si trova a Milano tra via Lattanzio e via Colletta.
DESCRIZIONE:
Un’abitazione caratteristica, meneghina, di tendenza, in via Lattanzio, una zona ben servita e viva della città di Milano.
Il progetto di via Lattanzio n.2, denominato "ELLE Building", nel Municipio 4 a Milano, si inserisce nel più ampio piano rigenerativo del Comune, denominato “Milano 2030”, nato con la finalità di rigenerare e ricucire il tessuto urbano della città esistente. La committenza è Borgosesia Spa, società quotata sul mercato Mta di Borsa Italiana e attiva nel campo della rigenerazione di valore nell’ambito di operazioni distressed di natura prevalentemente immobiliare.
L’immobile d’angolo tra via Lattanzio e via Colletta, mai completato e rimasto abbandonato dal 2009 per problemi finanziari, ha costituito per anni un pericolo per la sicurezza, salubrità ed incolumità pubblica ed un disagio per il decoro e la qualità urbana. Nel 2019, una committenza illuminata e molto attenta al tema architettonico ed urbano ha deciso di intervenire, recuperando l’immobile per trasformarlo, restituendo qualità urbana ad una delle zone che più cambierà in meglio nei prossimi anni. Infatti, l’area in cui è sita l’operazione è al centro di importanti trasformazioni architettoniche ed urbane, come la Fondazione Prada, il nuovo business center di Symbiosis, il nuovo grattacielo HQ di A2A, i nuovi sviluppi direzionali e residenziali in zona Viale Ortles, incentrati sulla riqualificazione dello Scalo di Porta Romana, progetto che prevede la realizzazione di un grande parco che connette la metropolitana alla Fondazione Prada, una high-line verde sopra i binari ferroviari, il villaggio olimpico, il recupero degli edifici storici e le nuove edificazioni sul lato Brembo che trasformeranno Piazzale Lodi in una vera piazza cittadina.
I lavori di recupero dell’immobile, iniziati nell’estate del 2019, sono stati completati al termine dell’anno 2020, concludendo tutte le vendite degli appartamenti entro quei termini e superando dunque gli obiettivi temporali e qualitativi prefissati dalla società committente.
Scelta interessante da parte della committenza è stata quella di servirsi della piattaforma di crowfunding ‘concrete investing’ per finanziare parte dell’intervento. L’iniziativa ha riscosso molto successo, tanto da raggiungere l’obiettivo massimo di raccolta di 1.500.000, con un rendimento annuo IRR definitivo del 10,08% e un ROI del 12,75% dopo quindici mesi.
La progettazione ed il ridisegno dell’immobile sono stati affidati allo studio milanese 02arch, fondato da Ettore Bergamasco e da Andrea Starr Stabile. Partendo dalle condizioni esistenti di un immobile lasciato a metà, gli architetti hanno saputo coglierne il carattere formale e, apportando alcune modifiche compositive, dargli una nuova lettura ed interpretazione. L’edificio è costituito da due corpi di fabbrica paralleli alle vie Lattanzio e Colletta, collegati tra loro da un corpo scala esterno comune, che funge da fulcro compositivo. Il gioco dei due volumi, su via Lattanzio di quattro piani fuori terra più un piano sottotetto e su via Colletta di sette piani più sottotetto, è interrotto da un vuoto passante al piano sesto che permette dall’ampia loggia di godere contemporaneamente dell’affaccio su via Colletta e sul giardino comune posto nella corte interna. All’interno dei volumi trovano spazio quindici unità abitative del taglio di bilocali, trilocali ed abitazioni duplex, tutte dotate di ampi spazi esterni.
Il progetto parte dalla reinterpretazione dell’architettura residenziale milanese, richiamando nel disegno dello spazio distributivo la tradizione meneghina della casa a ballatoio. Il giardino nascosto nella corte interna segue quella peculiarità di una Milano bellissima celata dietro i portoni chiusi.
All'esterno invece, il progetto - riprendendo il razionalismo milanese, sulla scia di grandi maestri quali Asnago e Vender, Caccia Dominioni e Gio Ponti - disegna una facciata caratterizzata dall’attenta alternanza di vuoti e pieni, dalle fughe, dagli allineamenti e dai serramenti; anche la scelta del materiale di rivestimento riprende la tradizione milanese con il Ceppo di Grè. Elementi peculiari sono le gabbie in ottone che legano compositivamente le logge e le bucature e rompono visivamente l’orizzontalità del corpo basso e la verticalità di quello alto. Lo stesso gioco, reso possibile dagli elementi a gabbia, si ripete sui fronti interni, incorniciando i balconi che affacciano sul giardino del cortile interno. A questo si aggiunge in ultimo l’elemento caldo del legno, che abbraccia il corpo centrale delle scale e che incornicia alcune bucature contribuendo a delineare il nuovo ritmo compositivo di facciata e che, tramite un sistema di brise-soleil e vegetazione rampicante, restituisce l’aspetto contemporaneo.
Il progetto rappresenta inoltre un modello di co-living contemporaneo, in cui il confine tra lo spazio privato e quello condiviso si fonde e si espande in aree comuni, appositamente concepite ed attrezzate sia per comodità e relax degli abitanti sia per soddisfare le esigenze dei giovani professionisti, secondo un modello contemporaneo ed evoluto di home-office. Infatti, al primo piano, rivolti verso il giardino segreto, sono localizzati tre spazi comuni agli abitanti dell’immobile, destinati a palestra, co-working e spazio polifunzionale, che diventano occasione di socializzazione. Anche all’esterno, il progetto punta a rivestire una forte funzione sociale di integrazione ed aggregazione, tramite gli spazi attrezzati a salotti condivisi.